Cane importato dall’estero muore dopo una settimana: dubbi sulla diagnosi di cimurro

In Inchieste Cinofile

Un cucciolo acquistato da un allevatore italiano con affisso ENCI, giunto debilitato dall’estero, viene soppresso per sospetto cimurro. Ma le modalità della diagnosi lasciano aperti molti interrogativi.

Un allevatore italiano acquista un cucciolo dall’estero. All’arrivo il cane appare già debilitato, con difficoltà motorie e dolorabilità al collo e alla testa. Inizialmente si pensa a stress da viaggio o a un trasporto non idoneo, ma i veterinari confermano la necessità di indagini approfondite.

Il cedente sostiene che il cane fosse in perfetta salute alla partenza, il trasportatore nega ogni responsabilità. Intanto le condizioni cliniche restano critiche e gli interlocutori discutono più su chi debba assumersi i costi che sulla salute dell’animale.

Il quinto giorno viene diagnosticata una polmonite con possibili problematiche neurologiche e il cucciolo viene ricoverato. I veterinari escludono traumi, ipotizzano infezioni e segnalano ipotermia, ipoglicemia corretta con glucosata e dolore cervicale.

Il settimo giorno, dopo un lieve miglioramento, arriva la svolta: la clinica diagnostica il cimurro basandosi esclusivamente sulla presenza di anticorpi IgG. La prognosi è giudicata infausta e viene consigliata l’eutanasia, che viene eseguita.

La diagnosi di cimurro basata solo sulle IgG non è scientificamente affidabile, soprattutto in un cucciolo vaccinato. Le IgG possono essere presenti per vaccinazione o infezioni pregresse; in fase acuta sarebbe stato necessario cercare le IgM o, meglio ancora, ricorrere a un test PCR.

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I sintomi riportati non coincidono pienamente con il quadro classico del cimurro. Mancano febbre elevata bifasica, secrezioni oculari e nasali, tremori o convulsioni. La presenza di ipotermia invece è atipica.

Patologie alternative come meningite, mielite, toxoplasmosi, neosporosi o infezioni batteriche sistemiche non sono state escluse con esami mirati.

Nei primi giorni di stallo, il ritardo negli accertamenti ha probabilmente compromesso ogni possibilità di chiarire il quadro clinico e avviare terapie specifiche.

Si parla di un successivo esame autoptico sul cucciolo, ma ad oggi non sono noti risultati ufficiali in grado di confermare il cimurro o altre patologie.

Gennaro Mirabella.

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