In Italia già con il D.P.R. 8 febbraio 1954 n. 320 (Regolamento di Polizia Veterinaria) veniva introdotto l’ obbligo di iscrizione all’ anagrafe canina a livello nazionale, pur trattandosi si semplice registrazione comunale con tatuaggio o targhetta.
Nel 1991 le Regioni istituivano le Anagrafi Canine Regionali per mezzo della legge quadro 281/1991.
L’ attuale sistema con microchip obbligatorio e registrazione all’ Anagrafe Canina Regionale è stata resa obbligatoria con l’ Ordinanza Ministeriale del 06/08/2008 che ha sostituito il tatuaggio con il microchip come unico sistema valido di identificazione.
Cos’è il microchip?
Il microchip del cane è un dispositivo elettronico, grande quanto un chicco di riso, consistente in una capsula in vetro biocompatibile (non provoca quindi rigetto né allergie) rivestito in modo tale da “ancorarsi” nel punto di inserimento e contiene un chip passivo con un codice numerico a 15 cifre per identificarlo in modo univoco e permanente.
Non ha batteria nè GPS e non permette di localizzare il cane ma serve ad identificarlo, funziona quindi in maniera passiva, ovvero trasmette il codice identificativo ad uno scanner (lettore a radiofrequenza).
Dopo l’ impianto – obbligatorio entro i 60 gg di vita – che avviene tramite inoculazione sottopelle, di solito sul lato sinistro del collo, il veterinario registrerà il codice del microchip nell’ Anagrafe Canina Regionale insieme ai dati del proprietario e del cane.
A cosa serve?
1 – Ad identificare legalmente il cane.
2 – A recuperare il cane in caso di smarrimento.
3 – A garantire la tracciabilità del soggetto.
4 – A contrastare gli abbandoni ed il traffico illegale.
In caso di mancata iscrizione del cane all’ Anagrafe Canina si è passibili di sanzioni che possono variare da Regione a Regione così come per ogni avvenimento (omessa denuncia di smarrimento, di cambio di proprietà o di decesso) che riguardino il cane.
In caso di cessione di un cucciolo – la Legge prevede che ciò avvenga non prima del 60° giorno di vita – il microchip dovrà già essere stato impiantato a cura del cedente e poi volturato a nome del cessionario.
Un allevatore, per poter iscrivere i cuccioli al Registro Genalogico FCI – ENCI, dovrà necessariamente averli già iscritti all’ Anagrafe Canina e comunicarne i codici dei microchip e/o applicare le etichette con i codici a barre nel relativo modello di denuncia.
Gennaro Mirabella



