Non so se sono le coincidenze a far incontrare noi della redazione, oppure i casi di truffe aumentano a dismisura. Siamo comunque contenti di poter aiutare le persone che si rivolgono a noi.

Due storie di due acquisti, una riguarda un cucciolo di pitbull, l’altra di un bulldog. Con le prove alla mano abbiamo spinto entrambe le vittime a denunciare, non tanto per il risarcimento, ma per fermare questo massacro di cuccioli proveniente dall’est.

Il pitbull è morto il giorno dopo in clinica per una gravissima leucopatia, la pagina presenta cuccioli minuscoli di tutte le razze, volatili sicuramente sprovvisti di certificati cites. Di amministrativo c’è tanto, di maltrattamento di sicuro verrà fuori un bel sequestro.

Le vittime sono persone ingenue, lo ammettono, non hanno l’occhio critico di chi combatte ogni giorno i delinquenti. Ormai un sito farlocco lo riconoscono in molti, quello che purtroppo attira sono due fattori, “io l’ho salvato” “il prezzo era giusto per me”. Non si ragiona così, parlando del pitbull, il ragazzo ha perso i soldi, ha sofferto e ha perso il cucciolo, forse proprio acquistando quel cucciolo che ne ha involontariamente uccisi altri, perché chi alimenta la zoomafia, è inevitabile che vite innocenti periscono durante il viaggio.

La storia del bulldog risale ad una settimana fa, ce la segnalano ora, i trafficanti vendono cani a cifre assurde, denigrano il lavoro degli allevatori seri, pagare € 1.600,00 un cucciolo di bulldog senza pedigree con chip estero, è vergognoso, ho chiesto alla vittima di fargli fare subito un controllo veterinario, già fatto e per fortuna sta bene, oggi vi diciamo diffidate dell’azienda “VALLE DEL RE S.r.l., è l’unica cosa che possiamo fare noi, l’altra cosa che facciamo spingiamo le vittime a denunciare, la maggior parte delle persone rinuncia, è sbagliato, una segnalazione se non ci si vuole esporre o una denuncia fatela sempre.

Ecco cosa ha firmato la vittima, ma già questo foglio è una prova di una truffa, i cani senza pedigree non possono essere venduti, si può richiedere un rimborso spese, che non potrà mai arrivare alla cifra assurda di € 1.600,00

 

 

 

 

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