Continuo a ripetere che forse il deposito del DNA dovrebbe essere obbligatorio per tutti i cani di razza, perché ormai la confusione e l’inquinamento del libro genealogico è all’ordine del giorno.

Mi segnalano l’ennesimo episodio di un cucciolo di dubbia provenienza che viene inserito in una cucciolata E.N.C.I.

Ho preferito lasciarvi questa foto in grande per farvi notare i colori di questi cuccioli, sulla sinistra c’è un caille, sulla destra un bringee e infine al centro quattro fulvi tutti uguali.

Il bringee muore, non solo non lo vedremo più nella cucciolata, ma sarà la proprietaria stessa ad affermarlo.

Da un’attenta osservazione quello che appare strano subito ai nostri occhi è un cucciolo che non c’entra nulla con la cucciolata della prima foto.

Non solo ma nella foto successiva noterete che nella cucciolata è stato inserito un bianco fulvo, molto più grande rispetto ai fratelli. Ed è quello di destra.

Evidentemente la signora quando ha visto che la sua fattrice aveva 6 cuccioli si sarà fatta due conti, purtroppo la morte di un cucciolo le ha fatto perdere un ipotetico incasso, allora ha pensato bene di rimpiazzarlo con un altro cucciolo di dubbia provenienza così da non farle perdere soldi.

Come potrete notare il cucciolo risulta registrato nel pedigree dovevano essere cinque, perché uno deceduto, ma ne ha registrati sei. Qui si potrebbe profilare il reato per truffa, perché il pedigree E.N.C.I. è un documento legale a tutti gli effetti e non si possono certificare cani di dubbia provenienza.

Ci auguriamo che l’E.N.C.I. rafforzi ancora di più i controlli delle cucciolate come è giusto che sia, perché da tempo sottolineo questo fenomeno in aumento.

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Veronica Cucco

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