ACHILLE: storia di una pessima cinofilia

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La storia di Achille mi ha profondamente commossa, come mi commuovono tutte le storie vere che ogni proprietario vive con il proprio cucciolo malato.

Quando mettiamo a casa un cucciolo malato, inizia l’inferno e soprattutto si perde tutto quell’entusiasmo, quell’adrenalina, quella gioia dell’arrivo e dell’inizio di una convivenza con un essere speciale.

Lascio il testo integro della proprietaria che ha voluto condividere con noi questa sua terribile esperienza.

“Oggi vi racconto la storia di Achille.

Nasce il 10.05.2017 ed entra nella mia vita ad appena 3 mesi, con 1 testicolo in meno con la promessa dell’allevatore che se l’altro non fosse sceso potevo riportarlo indietro (neanche fosse un oggetto), dopo neanche 1 mese che stiamo insieme Achille inizia a star male e ciò che sembrava essere una forte bronchite si è trasformato nel peggior incubo da vivere.

E’ agosto a Roma ci saranno stati non so quanti gradi, corro alla prima clinica utile.

Subito flebol, prescrivono subito antibiotico per una settimana in endovena. Achille torna a casa con me! Riprendiamo la vita regolarmente innamorandoci l’uno dell’altro ogni giorno di più, dopo neanche 1 mese Achille sta di nuovo male, malgrado mangi il suo peso non aumenta, corriamo di nuovo in clinica, in una delle + famose di Roma e lì la sentenza, Achille ha un terribile mostro dentro, chiamato shunt intraepatico, aspettative di vita neanche un anno, con conseguenti crisi epilettiche, una dieta con alimenti adatti al suo fegato. Mi propongono subito un’operazione, rischiosa ma era una possibile speranza, accetto!

Achille viene operato il 14 febbraio 2018, un’operazione complicata e lunga, dove tolgono il famoso testicolo visto che tra l’altro non era più sceso ed anche l’altro che invece si era affacciato! L’operazione non riesce ma Achille esce dalla sala operatoria era l’unica cosa che realmente m’interessava in quel momento. Si degnano d’informarmi dalla clinica solamente la sera alle 20,00 dopo aver passato 12 h in una sala d’attesa. Il professore mi chiama al cellulare dicendomi che era dovuto scappare perché aveva il treno di ritorno alle 16,00.

Un giorno per caso in un supermercato, un commesso s’innamora di Achille e venuto a sapere della sua malattia genetica mi suggerisce d’andare a Fiuggi, alla clinica Villa Ida, dal Dottor Riccardo Passeri.

Scettici e stanchi un sabato mattina previo app.to io ed Achille andiamo a Fiuggi, che dista da Roma più o meno un’ora !

Riccardo quando gli racconto la ns storia ci guarda e ci ascolta pensando, è l’ennesima ragazza che compratosi un bulldog non sa gestirlo!

Poi tiro fuori gli esami, le lastre, le cartelle cliniche e la busta di medicinali che Achille prendeva.

Esco fuori da lì consapevole che io ed Achille avevamo trovato un Amico ed un professionista, finalmente qualcuno che ci stava ascoltando non guardandoci come delle cambiali che camminano!

Riccardo prescrive ad Achille un terzo delle medicine che la clinica romana aveva prescritto, riporta i valori epatici e del sangue a livelli ottimali e finalmente riusciamo a vivere io ed Achille la nostra storia!

Achille cresce ed è bellissimo, tutto questo fino a luglio.18 quando una brutta gastroenterite emorragica colpisce il mio pelosetto, ricoverato d’urgenza Achille dopo una settimana torna a casa da me, beccandosi i complimenti di tutti come il bulldog più forte mai visto fino ad ora !

Con il supporto di Riccardo e la forza di Achille ci riprendiamo, sotto stretti controlli medici ovviamente! Arriviamo ad un giorno di fine ottobre ed Achille non urina, la corsa disperata in clinica a Roma, la sentenza di questa volta sono calcoli.

Deve essere di nuovo operato d’urgenza, ancora non si era nemmeno ripreso dalla gastroenterite, non aveva neanche ripreso peso, ma era l’unica soluzione, aveva troppi calcoli; viene ricoverato e la mattina successiva al ricovero mi chiamano dalla clinica dicendomi che dovevano parlarmi.

Cosa era successo questa volta?? Con la prima operazione avevano lasciato all’interno di Achille una garza che stava ostruendo le vene dello shunt; il grande professorone a livello europeo riopera Achille, ritenta di nuovo con lo shunt, toglie i calcoli e la garza.

Achille a fatica si riprende, iniziando però a fine dicembre.18 a zoppicare, Riccardo mi tranquillizza dicendomi che a gennaio avremmo fatto una lastra alle zampe posteriori e che la zoppia non era nulla di preoccupante; la lastra viene fatta e non si tratterà di una piccola operazione ma la sentenza questa volta è stata ancora più dura delle altre:

Achille è gravemente displasico, dalla nascita! Lo sconforto è tanto. Decido di non operarlo, sarebbero state 2 operazioni troppe lunghe che Achille non avrebbe mai sopportato!

Iniziano le crisi epilettiche una volta al mese, Achille perde un po’ della sua forza ed io perdo anni di vita.

La normale amministrazione dei bulldog non serve elencarla, perché chi ha un bullo sa già tutto, cistiti, cisti interdigitali, otiti, dermatite ed iperventilazione!

Non ci siamo mai arresi.

Achille il 29.06.2019 si è addormentato per sempre, tra le mie braccia ed il suo sguardo non lo dimenticherò mai.

In questi anni ho conosciuto l’umanità vera solo nelle sale d’attesa delle cliniche veterinarie dove gente piange come non ho mai visto piangere nessuno negli ospedali. Ho conosciuto veterinari e dottori che non sanno di trattare con le uniche anime pure e belle che ancora sono rimaste su questo pianeta; gente che potrebbe insegnare tantissimo a professori con tante lauree e poco rispetto.

No, il suo allevatore quando ho preso Achille non mi aveva menzionato nessuna di queste malattie genetiche, Achille aveva un pedigree ENCI, suo padre era a detta dell’allevatore un famoso campione londinese, tutte bellissime parole che hanno fatto da cornice all’amore ed alla sofferenza che ci siamo trasmessi in questi anni.”

Roberta

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