E.N.C.I. stipula un accordo con Coldiretti, ma molti allevatori non hanno compreso il comunicato.

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Dopo il comunicato E.N.C.I. del 20 Febbraio 2021, non sono mancate molte polemiche, perché poco chiaro.

Il Comunicato recitava:

“Protocollo ENCI e COLDIRETTI

Accordo tra ENCI e COLDIRETTI contro il traffico illegale di cuccioli

 

E’ stato siglato questa mattina a Roma il protocollo d’intesa tra ENCI e Coldiretti con l’obiettivo comune di contrastare il traffico illegale di cuccioli e promuovere il lavoro professionale degli allevatori italiani.

L’intesa di ENCI e Coldiretti punta a fornire un ampio ventaglio di servizi ed opportunità agli allevatori e agli operatori che gravitano attorno al mondo cinofilo. Questo accordo permetterà infatti di promuovere tra i Soci ENCI attività di servizi di assistenza e consulenza alle imprese agricole e alle persone per indirizzare gli allevatori a conoscere i diversi aspetti fiscali.

Usciti dall’emergenza sanitaria, per molti cinofili non sarà più un problema alloggiare in strutture adeguate con i propri cani. Oltre 24.000 sono infatti gli agriturismi di Campagna Amica che potranno ospitare anche gli amici a quattro zampe e offrire aree dedicate alle attività cinofile, con percorsi di formazione, oltre ad attività che permettano di avvicinare i bambini agli animali domestici con particolare riferimento alle fattorie didattiche.

Il Consiglio Direttivo dell’ENCI ha voluto con il protocollo di intesa con Coldiretti cogliere l’occasione di essere a servizio della cinofilia e confrontarsi sulle necessità concrete dei nostri allevatori.

Il Presidente ENCI
Dino Muto”

 

 

Io stessa, per un attimo mi sono sentita stupida, perché in fin dei conti sono solo 6 anni che perdo tempo dietro ai trafficanti di cuccioli, non capendo che bastava un accordo per risolvere il problema. A saperlo prima avrei risparmiato un bel po’ di rogne.

Già nel 2019 venne pubblicato un comunicato analogo e le mie riflessioni furono le stesse. (Leggi il mio articolo)

Anche allora il comunicato era privo di significato. Completamente sterile. Mi spiace che sia stato tolto!

Secondo me questo è un po’ un buttare il fumo negli occhi, per tentare di mantenere una certa credibilità agli occhi dei soci, ma sta ottenendo l’effetto contrario, perché in questo momento molte persone, gli occhi, li stanno aprendo. Infatti molti hanno proprio scritto che non riuscivano a capire il senso del comunicato. Il titolo è sicuramente d’effetto e sono curiosa come questo accordo possa in qualche modo contrastare i traffici, visto che dedico molto tempo a questo fenomeno. Ma gli allevatori cosa pensano di questa iniziativa?

Molti, ripeto,oltre a non averla capita, nonostante averla letta svariate volte, non sono stati interpellati, cioè alla fine chi ci deve andare negli agriturismi ad insegnare ai bambini? Due righe in più per spiegare questo accordo vi pesavano?

Dopo svariati comunicati sterili le reazioni non sono mancate, in particolare una, quella del Dottor Francesco Micoli, veterinario, allevatore e Presidente del gruppo cinofilo milanese:

“INTELLIGENZA ARTIFICIALE ?
Dal comunicato ufficiale pubblicato, si evince che è stato siglato, l’altro ieri, un accordo tra ENCI e Coldiretti con due obbiettivi comuni, il primo quello di contrastare il traffico clandestino di cuccioli e il secondo quello di promuovere l’attività allevatoriale italiana.
Considerando il primo punto di grande importantanza, in relazione al benessere animale e a tutela dell’allevamento italiano ed immagino anche per il suo riflesso negativo sui libri genealogici che lo subiscono. Rilevo personalmente che in questo ultimo anno l’importazione di cuccioli non è stata rilevante per la chiusura delle frontiere, piuttosto, il suo riflesso sui libri genealogici può essere imputato al crescente numero di allevatori che producono cani senza pedigree spesso meticci (maltipo ed altri incroci), fatto questo emergente ed a me evidente visto l’elevato numero di iscrizioni in anagrafe canina che registro annualmente.
Il secondo punto che promuove l’attività allevatoriale italiana, essendo concertata con Coldiretti, si rivolgerà agli imprenditori agricoli che come attività principale o secondaria allevano cani, ma nel nostro settore gli imprenditori agricoli sono molto pochi ed i servizi fiscali che vengono offerti, sono già offerti da Coldiretti ai propri associati, senza bisogno di nessun accordo con ENCI. Essendo un imprenditore agricolo, socio ENCI, allevatore con affisso sempre ENCI, medico veterinario con una specializzazione, come molti sanno, rivolta all’allevatore, nonché al comparto agricolo per l’attività di stoccaggio ed import/export di seme, trovo alquanto bizzarro promuovere in modo pittoresco un accordo dove non si capisce che cosa si promuove realmente, forse gli sconti negli agriturismi, ma anche questi sono disponibili attraverso convenzioni private con Gruppi Cinofili o terzi.
Insomma, prima di scrivere questo articolo, volevo definire tutto ciò come la celebrazione del “niente” oppure “il miraggio”, come il prezioso frutto di una intelligenza artificiale, invece credo, che il termine più appropriato sia “marchetta”, questo perché il “niente” non produce niente, invece la “marchetta” non si fa per niente, mi sembra ovvio. Tutto questo accade, mentre i problemi che realmente affliggono il nostro settore sono altri, e impiccati da statuti discriminanti di società specialistiche, soci disattesi, commissioni tecniche ingessate dalla politica ed in conflitto con se stesse, cariche istituzionali affidate a figure incomprensibili, portando così, il focus dell’attenzione su altri territori, autocelebrando altre fantasie e pubblicizzando il “niente”, come una delle più classiche ed attuali strategie politiche. Nulla sul fronte anche solo istituzionale, del dialogo e del rispetto di chi realmente vive questo mondo con passione, competenza, fatica ed esperienza da anni, molto invece, sui rapporti interpersonali.”
Cari signori E.N.C.I. io non sono nessuno in cinofilia sono una semplice proprietaria di due cani, l’unica cosa che mi lega al vostro mondo è la passione per i cani di razza.
Oggi martoriati sotto ogni punto di vista, nonostante il loro valore sia immenso
Per contrastare i trafficanti non servono accordi con nessuno, basta usare i social, sono gratis e raggiungono migliaia di persone. Recentemente la polizia postale ha chiuso una pagina di un noto trafficante che aveva un seguito di 450.000 follower, quasi mezzo milione, se questa non è comunicazione! Contro i vostri 30.000 che tra l’altro racchiudono tutte le razze. Una pagina istituzionale, come quella dell’E.N.C.I., dovrebbe avere minimo 5/6 milioni di utenti.
Un giorno un noto trafficante, in violazione della privacy, utilizzando il mio cellulare, mi ha confermato quello che da sempre si vociferava:
“Indovina perché gli allevatori non appoggiano le tue battaglie?”
Io risposi: “Perché li rifornite di cuccioli!”
Da sempre è una triste realtà, che sicuramente si risolverà con la Coldiretti.
Per il resto ho già elencato ai Ministeri tutte le problematiche vere inerenti ai traffici e le falle di E.N.C.I. Scusate se ormai ho penso le speranze.
Veronica Cucco

 

 

 

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